Altamura non vive di solo pane
“Non solo pane”, verrebbe da dire. Altamura è anche, e soprattutto, la sua Cattedrale.
Essa si può incrociare percorrendo il bel Corso Federico II°, che taglia il centro storico della cittadina pugliese come San Biagio dei Librai spacca quello di Napoli.
Fu fatta costruire dallo Stupor Mundi, ovvero da Federico II° di Svevia, nel 1232, e fu insignita dei privilegi assegnati a una cappella palatina, cioè a una chiesa che è posta sotto la giurisdizione del sovrano e non del vescovo. Solo nel 1929, con i Patti Lateranensi, accedette alla giurisdizione ecclesiastica.
La facciata esterna si presenta con uno stupendo portale di ingresso sorvegliato da due maestosi leoni di pietra ed è dominata da due campanili, che si protendono verso cielo come due braccia che implorano la protezione divina, e da un notevole rosone trecentesco a 15 raggi.
L’interno, stupefacente, è a tre navate. Vi si possono ammirare un presepe del ‘500, un imponente ambone di pietra e la tavola sull’ altare maggiore, raffigurante l’Assunzione di Maria in Cielo, di un maestro napoletano del XVI°secolo.
Le navate laterali sono sormontate dai matronei, che sono loggiati superiori ai quali accedevano le donne che assistevano alle funzioni religiose, separate dagli uomini; per questo motivo vengono denominati “matronei”, perché erano riservati alle “matrone”.
Ai matronei vi si può accedere per ammirare, dall’alto, lo spettacolo fantasmagorico delle tre navate sottostanti; ma essi ospitano anche il museo diocesano che espone sculture lapidee, una bellissima Croce astile, paramenti sacri e il mantello che Gioacchino Murat donò al prelato altamurano Gioacchino de Gemmis, che nel 1799 si era schierato dalla parte della Repubblica di Napoli.
Insomma, la visita alla Cattedrale Federiciana vale il viaggio fino ad Altamura, che si può raggiungere attraversando la spettacolare bellezza delle Murge baresi e/o materane.
Prima di far ritorno a casa, però, si deve necessariamente passare per una delle tante panetteria gourmet disseminate nella città, per far rifornimento di Pane di Altamura e per degustare le buonissime focacce pugliesi farcite in mille modi.
A cura di Pasquale Nusco